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Marco Marzocchi

Marco Marzocchi è nato a Ferrara, Italia, nel 1974.

Ha studiato fotografia narrativa e creazione di libri fotografici presso l’Atelier – Smedsby nel 2016-2017 dietro la guida di JH Engström e Margot Wallard, e ha partecipato ad un workshop di Jim Goldberg nel 2017. La sua fotografia è una ricerca di persone, atmosfere e luoghi del passato che si mescolano al presente per definirlo e dargli un senso. Nelle sue immagini, Marzocchi esprime la bellezza ritrovata nella semplicità del quotidiano e in quei piccoli dettagli che nascondono gioia, paura o dolore, tutti elementi che si combinano nella narrazione come in una poesia.

Il suo lavoro alterna impulsività e razionalità, sia negli scatti che nel montaggio. Ma niente è casuale. Tutto è ricondotto a una narrazione introspettiva e aperta al mondo esterno. Un susseguirsi di domande e risposte e ancora altre domande, per dare senso a dinamiche profonde, a fatti del passato, all’amore, alla fotografia stessa.

È un membro del Collettivo Temps Zero, un progetto artistico collettivo internazionale che mette in relazione il suono o la musica con le immagini, siano esse fotografiche o filmiche, in proiezioni pubbliche al fine di creare un suggestivo rapporto di fusione tra i diversi media.

Tra i suoi lavori, Oyster, un progetto autobiografico e realizzato nel corso di 10 anni. Un diario visivo compilato dall’artista come traccia per comprendere i suoi genitori assenti.

Oyster ha vinto il Gomma Grant nel 2017, il Premio Tabò e il Premio Urbanautica Institute nel 2018. Il lavoro è stato esposto in diversi festival della fotografia tra cui il Copenhagen Photo Festival, l’Helsinki Photo Festival e l’Athens Photo Festival nel 2019-20.

Oyster è diventato un libro, pubblicato nel 2109 dalla casa editrice VOID di Atene.

Nel 2020 viene pubblicata la zine How To Destroy Everything da studiofaganel editore. La pubblicazione fa parte della collezione Zine of the Zone, Brest (Francia).

www.marcomarzocchi.com