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Durante l’organizzazione del suo archivio, Guido Guidi ha riscoperto negativi e stampe di un periodo prolifico agli inizi della sua carriera. Queste fotografie, realizzate con pellicola in bianco e nero e fotocamere di piccolo formato, catturavano la sua vita quotidiana negli anni Settanta – la sua famiglia e i suoi amici, i suoi colleghi all’Università di Architettura di Venezia – ma anche scene più frammentate e persino astratte: oggetti in un isolamento disarmante, ombre, simboli e strade deserte. L’elevato contrasto e l’inquadratura disorientante rendevano molte di queste immagini tanto grafiche quanto documentarie. Alcune erano contrassegnate da resti di didascalie, appunti semisbavati e altri segni della loro vita all’interno di sequenze e contesti precedenti. Riprendendo un titolo che aveva usato per diversi progetti in quel periodo, tra cui una pubblicazione mai realizzata con Punto e Virgola di Luigi Ghirri, Guidi costruì un nuovo “album”: un nuovo approccio all’opera storica, attingendo all’energia anarchica e agli interessi della sua giovinezza e all’acuto e sensibile istinto di un editor esperto. Il libro che ne risulta unisce il quotidiano al bizzarro, il riconoscibile all’ambiguo, in un’opera nuova, stimolante e contemporanea, di un maestro moderno.
Album, 1969–82 è il secondo di tre volumi complementari che si occupano delle opere in bianco e nero di Guidi dalla fine degli anni ’60 all’inizio degli anni ’80, offrendo una visione illuminante dello sviluppo della sua pratica e un’esplorazione più ampia della fotografia tra arte e funzionalità, realismo e surrealismo, verità e fabbricazione.
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Descrizione
fotografie: Guido Guidi
editore: Mack books, 2026
dimensione: 30 x 24 cm
pagine: 160
lingua: italiano, inglese
tiratura: 1000 copie, firmate
ISBN: 978-1-917651-40-0

























