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Roberto Kusterle

Il percorso di Roberto Kusterle (1948, Gorizia) prende l’avvio con la pittura e l’installazione negli anni ’70, prima di identificare nella fotografia il mezzo ideale per la sua espressione artistica.

Negli anni successivi emergono i temi principali della sua poetica: la continuità tra il mondo umano, animale e vegetale, il ruolo di mediazione del corpo, la negazione dello sguardo, la pratica costante dell’ironia, dell’ambiguità e della metamorfosi per dare vita ad un’idea e per far meravigliare lo spettatore.

La fotografia viene utilizzata per mantenere la tensione tra finzione e realtà.

Kusterle ha un approccio molto personale alla fotocamera: l’effettiva ripresa della foto è solo l’ultimo passaggio di un processo creativo complesso e articolato.

Le sue opere sono state esposte in numerose gallerie e spazi pubblici in Italia e nel mondo.

È anche un regista e i suoi cortometraggi sono stati in diversi festival cinematografici. Nel 2009 ha vinto il Lago Film Festival come miglior documentario e è stato selezionato per il Festival International Jean Rouch, Parigi.

Nel 2012 riceve dal CRAF- Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia il premio Friuli Venezia Giulia Fotografia.

Nel 2019 viene pubblicato il libro d’arte Echo da studiofaganel editore. Il libro è selezionato ed esposto a Castelnuovo Fotografia 2020 come uno dei migliori libri d’arte del 2019 e al Photo Book Award 2020 di Maribor, Slovenia.

Nel 2020 è pubblicato il libro d’arte Cartacei da studiofaganel editore. Entrambi i libri sono nella collezione della Artphilein Library di Lugano e nella Collezione Gabriela Cendoya Bergareche, Museo San Telmo, Spagna. Il libro Echo è nella collezione della Biblioteca della Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

Nel 2021 il lavoro di Kusterle sarà esposto al Festival Européen de la photo de nu di Arles, Francia, e in una antologica presso Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia.

www.robertokusterle.it