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Parlatori Politicus. Suddito cinese non identificato — Yvonne de Rosa

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PARLATORI POLITICUS. Questa scritta – sgrammaticata, ibrida, un latino deformato – comparsa su un muro interno di un ospedale psichiatrico dove l’autrice ha lavorato come volontaria negli anni ’90, non è un mero errore: è una frattura, un segno concreto di una lingua spezzata che non serve a comunicare ma a rivelare un fallimento: il fallimento stesso del linguaggio.
Con Parlatori Politicus Yvonne De Rosa punta la sua macchina fotografica su un linguaggio pubblico che non comunica, non comprende, non ascolta: una satira estrema di chi riempie lo spazio del mondo con parole che non costruiscono, non accolgono, non curano. Il latino deformato del titolo evoca lingue “alte” – della Chiesa, del diritto, della medicina – ma ormai prive di senso, vuote, inaccessibili e sterili, lingue di chi parla per mestiere e parla per non dire. Parole che navigano senza senso in un mondo che confonde ruoli e non distingue più tra devianza e differenza.
L’assenza di una lingua condivisa – ma soprattutto di un autentico tentativo di ascolto – ci condanna a una solitudine muta. La follia oggi risiede nei dialoghi interrotti e nelle parole che fingono di includere e invece escludono.
È una follia sociale che si finge normalità.
La voce del paziente recluso nel manicomio percepisce la parola “politica” e la intende nel senso peggiore: spettacolare, ambigua, manipolatrice.
Quando il linguaggio non crea relazione, diventa il simbolo di una comunicazione fallita, ridotta a una parata, a una messinscena.
Tra cartelle di anamnesi, stanze imbottite, misteriosi pazienti dall’ignoto passato, l’autrice ci conduce in un viaggio silenzioso, a tratti claustrofobico, attraverso il dolore dell’incomunicabilità.

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Descrizione

fotografie: Yvonne de Rosa
editore: Roberto Nicolucci editore, 2026

dimensione: 17 x 24 cm
pagine: 164

edizione: 1
lingua: italiano
ISBN: 979-12-55420194