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Herbarium — Alessandra Calò

studiofaganel

9 settembre — 10 ottobre

a cura di: Sara Occhipinti e Marco Faganel

studiofaganel presenta la mostra personale di Alessandra Calò dal titolo “Herbarium”.
Le opere sono l’esito di un progetto collaborativo dal nome “Incontri! Arte e persone” che lavora sull’incontro tra creatività e fragilità, nella convinzione che questo scambio possa essere generativo di nuove opportunità d’inclusione sociale.
Alessandra Calò ha svolto un laboratorio durato quattro mesi presso Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, in cui ha realizzato le opere a partire dal dialogo con sei persone con fragilità. Nel Palazzo è stata allestita una vera e propria camera oscura. Qui poi, per la prima volta, le opere sono state esposte durante il festival “Fotografia Europea” (dal 29 aprile al 12 giugno 2022).
Nel progetto è riconoscibile uno dei tratti distintivi del lavoro di Calò: la sovrapposizione di diversi livelli che creano un’immagine unitaria, armonica, simbolica. Qui l’artista ha messo insieme tre diverse fotografie: delle calligrafie, dei vegetali e delle mani delle persone con fragilità.
Il laboratorio ha preso le mosse dalla scoperta e lo studio della ricca collezione di erbari conservata nella sala di botanica di Palazzo dei Musei. L’artista e le persone con fragilità si sono soffermate su un erbario del 1884-85, realizzato dall’allora 14enne Antonio Casoli Cremona, che non aveva un approccio rigorosamente scientifico, ma più “sentimentale”. Da questo erbario sono state selezionate alcune calligrafie, in questo modo l’artista è riuscita a reinterpretare e valorizzare una parte di un archivio storico.
In secondo momento, si è deciso di esplorare le aree urbane, osservare e raccogliere dei vegetali che crescono in maniera spontanea, non piante nobili e curate, ma quelle comunemente definite “erbacce”, con l’obiettivo di scoprire la bellezza delle piccole cose.
Il progetto voleva mettere in relazione la diversità, intesa come “ciò che non rientra nei canoni”, e l’ umanità, intesa come assenza di controllo sulla materia e ricerca diretta.
Sono stati realizzati così degli erbari fotografici utilizzando la callotipia, una tecnica antica di stampa a contatto dell’800, che non privilegia la precisione, l’alta risoluzione, ma al contrario, determina un processo creativo fatto di tentativi e errori che risulta più “umano” e inclusivo.
Un’ultima riflessione ha riguardato il concetto di cura della natura e dell’individuo: nella rappresentazione del gesto evocato dai protagonisti, l’azione immaginata diventa iconica e, grazie alla sovrapposizione di mani e vegetali s’innesca una simbiosi tra umanità e natura raffigurata.

In galleria, ci sarà in mostra anche il libro d’arte “Herbarium, i fiori sono rimasti rosa”, pubblicato da studiofaganel a giugno 2022.
Il libro è concepito come una cartella con immagini in 16 singole tavole. Ogni cartella ha sulla copertina una fotografia in cui c’è solo l’elemento vegetale:
la scelta è ricaduta sulla felce, una pianta molto resistente. Ognuna di queste fotografie è stampata dall’artista, così ogni cartella è diversa dall’altra, a simboleggiare la biodiversità e la neurodiversità. E a ricordare che siamo tutti diversi e tutti unici.

Design: Andrea Occhipinti

Orari:

Lunedì—venerdì 16.00—19.00
Sabato e mattina su appuntamento